Triptofano: a cosa serve e dove si trova

Il triptofano è un amminoacido essenziale che non viene sintetizzato dal nostro corpo. Per questo motivo deve essere assunto tramite gli alimenti o integratori.

 

È definito come precursore del neurotrasmettitore serotonina, ovvero l’ormone del buonumore, dunque una carenza di triptofano può portare a stati di irritabilità, depressione, insonnia, ansia e aggressività. Questo amminoacido è anche coinvolto nella produzione di melatonina e niacina.

 

Fra i suoi usi, anche quello di inibitore dell’appetito. Un’eccessiva dose di triptofano, invece, può causare nausea, vomito, vertigini, sonnolenza, mal di testa, irritabilità e problemi gastro-intestinali.

 

Difficilmente è necessario ricorrere ad un integratore, poiché il fabbisogno giornaliero si aggira attorno ai 3.5 mg e, per fare un esempio, in 100 gr di parmigiano ne troviamo ben 560 mg! Tuttavia, questi integratori sono particolarmente indicati per curare l’insonnia.

 

Il triptofano, infatti, regolarizza il sonno, placa il disturbo disforico premestruale così come i disturbi affettivi stagionali (ovvero disturbi dell’umore legati soprattutto alla stagione invernale). È anche un antidepressivo e potenzia l’effetto dei farmaci antidepressivi.

 

La produzione di questi integratori, al giorno d’oggi, non è minuziosamente regolata ed è bene scegliere un produttore fidato. Per riconoscerlo, basta cercare il simbolo USP, che indica un prodotto testato contenente i corretti ingredienti nelle giuste quantità.

 

Il trattamento è da evitare in casi di gravidanza, allattamento, disturbi ai reni, esosinofiliae (un disturbo dei globuli bianchi). È sconsigliato abbinarlo a farmaci che alzano i livelli di serotonina o sedativi.

 

Gli alimenti che contengono questo prezioso amminoacido sono: merluzzo, semi di soia, parmigiano, semi di sesamo, semi di girasole, maiale, tacchino, pollo, manzo, salmone, agnello, uova, farina di grumento, yogurt, cioccolato, latte, riso, farina d’avena (cotta), patata e banana.