Infertilità? Occhio a cosa mangiamo: le proteine animali la aumentano!

Cosa si intende per infertilità?

 

Vengono definite infertili o subfertili quelle coppie che non arrivano al concepimento dopo 12 mesi di rapporti liberi non protetti.

Spesso non si conosce la causa della sterilità, ma un controllo del peso e dell’alimentazione costituiscono un insospettabile e validissimo aiuto per procreare.

 

Per quel che concerne gli uomini, un indice di massa corporea superiore alla normalità può essere correlato alla riduzione di concentrazione degli spermatozoi e della loro motilità, con rischio di danni al DNA.

 

Nelle donne invece, l’IMC basso causa amenorrea. Alto, al contrario, causa cicli anaovulatori. Un IMC alto, inoltre, rende difficile portare avanti la gravidanza e di conseguenza il numero degli aborti tende a salire: è dunque fondamentale REGOLARIZZARE il BMI.

 

Oltre a ciò, è importantissimo sapere che la vitamina D riveste un ruolo significante: è necessaria alla formazione degli ormoni sessuali. Per averne una giusta concentrazione, i livelli ematici del suo precursore devono essere di almeno 25 nanogrammi per ml.

 

Altri nutrienti notabili sono: la vitamina E, la vitamina C e l’acido lipoico. La vitamina E aiuta gli spermatozoi nella motilità.

 

La vitamina C e l’acido lipoico migliorano i livelli ormonali della donna, potenziano la qualità dello spematozoo e proteggono ovuli e sperma dai danni dei radicali liberi contenuti nei cibi di cattiva qualità o cotti in modo errato.

I grassi omega3, inoltre, sono necessari per la produzione degli ormoni sessuali, così come di tutti gli ormoni di origine lipidica.

 

Ulteriore avvertimento per le donne: è essenziale prestare attenzione alle proteine animali poiché se consumate in eccesso portano danni all’ovulazione. L’aggiunta nella dieta anche di una sola porzione di carne è stata correlata alla probabilità del 32% in più dello sviluppo dell’infertilità, soprattutto se la carne è di pollo o tacchino. Le proteine vegetali, invece, rivestono un ruolo di protezione nei confronti della fertilità femminile.

 

I grassi trans? Infidi: possono portare gravissimi disordini ovulatori.

 

Infertilità: guardatevi le spalle anche da alcool e caffè!

Nell’uomo, il consumo abituale di alcool, soprattutto dai 30 anni in su, è stato visto essere correlato alla riduzione numerica degli spermatozoi e all’atrofia testicolare, con conseguenti disordini di motilità.

 

Nelle donne, l’alcool porta ad un aumento del tempo necessario per avere una gravidanza ed una riduzione del tasso di impianto dell’uovo fecondato. Cosa comporta una riduzione del tasso di impianto dell’uovo fecondato? Un aumento della probabilità di aborto!