Grasso addominale: non esistono cibi che lo riducono!

Grasso addominale: non esistono cibi che lo riducono, è tutto un equilibrio ormonale.

 

Il grasso corporeo che si accumula nell’organismo è spesso localizzato a livello dei glutei, addome o cosce. Il vero pericolo, è caratterizzato dal grasso addominale: esso è infatti un grasso “attivo”, in grado di svolgere un’azione negativa a livello addominale per la compressione degli organi sottostanti.

 

Quando la circonferenza addominale supera 102 cm nell’uomo e 88 cm nella donna la situazione diventa preoccupante anche a livello cardiaco. Tra le tante cause della concentrazione di grasso addominale una molto importante è l’eccesso di cortisolo. Esso è un ormone prodotto nei momenti di stress a ritmi circadiani, cioè è più alto al mattino e scende progressivamente verso sera.

 

Il cortisolo rappresenta il fautore del catabolismo, il nemico numero uno del testosterone e degli altri ormoni anabolici. La funzione che ci interessa di più è quella di attivare la neo-glucogenesi cioè di trasformare le proteine, catabolizzandole, in glucosio per dare energia immediata. Il cortisolo è un ormone coinvolto nella reazione di stress e nelle situazioni di emergenza.

 

Ebbene, se il cortisolo serve ad alzare la glicemia è ovvio che l’assunzione di carboidrati tende a smorzare la sua produzione, per questo è importante assumerli nella prima colazione del mattino. Attenzione: questi carboidrati devono essere a basso indice glicemico cioè ricchi di fibre perché un repentino innalzamento della glicemia causa un’ipoglicemia reattiva, dovuta all’eccessiva stimolazione dell’insulina che dà inizio ad una nuova produzione di cortisolo.

 

Durante i periodi di stress cronico, come quando si segue una dieta stretta, il cortisolo si alza e manda il segnale alle cellule adipose facendo loro accumulare più grasso possibile. È una sorta di adattamento finalizzato a conservare il grasso per garantire la sopravvivenza. Questo avviene anche tramite l’inibizione della produzione di ormoni che stimolano la riduzione del grasso come l’ormone della crescita ed il testosterone che normalmente contrastano gli effetti del cortisolo.

 

Mentre un bilancio energetico negativo e la perdita di peso portano ad una diminuzione del cortisolo, la dietayo-yo” (l’incapacità a mantenere il controllo alimentare) aumenta il livello di stress al quale corrisponde un aumento del cortisolo. Nei soggetti con insulino resistenza essa contrasta la perdita di grasso ed il cortisolo alto riduce la leptina aumentando l’appetito e rendendo ancora più difficile rispettare la dieta.

 

Nell’obesità la produzione di cortisolo è incrementata all’interno del tessuto adiposo. Quale può essere l’alimentazione più idonea per prevenire l’aumento di peso e l’aumento del cortisolo? Non esistono precisi alimenti, così come alcuni vogliono farci credere, che mirano alla riduzione del grasso addominale, ma è possibile servirsi di alimenti che regolano la secrezione di cortisone, importantissimo è inoltre la frequenza dei pasti così come dimostrato da alcuni studi.

 

Sono stati monitorati due gruppi di persone alle quali è stata data la stessa quantità e tipo di cibo: un gruppo diviso in tre pasti e nell’altro diviso in diciassette; cioè quella che i ricercatori chiamano la dieta dello “smangiucchiatore” (che cioè mangiavano di frequente).

 

Ebbene dopo solo due settimane nel gruppo degli smangiucchiatori i livelli di cortisolo erano più bassi del 17%, i livelli di insulina erano calati quasi del 28%.

 

Quindi mangiare poco e spesso, soprattutto cibi a basso indice glicemico, può essere la soluzione. Se abbiamo parlato dei problemi causati dal cortisolo alto bisogna però specificare che, come per tutti gli ormoni, il cortisolo non deve avere essere né troppo alto né troppo basso.

 

A volte gli anziani, anche per problemi di alterata secrezione gastrica, tendono a limitare i cibi proteici e questo quindi può contribuire ad un’ulteriore diminuzione del cortisolo. Ci sono molte sostanze naturali che agiscono modulandolo: polifenoli, fosfatidilserina, vitamina C, omega3, ginseng, acetil carnitina, tirosina, BCAA e altre, praticamente cibi come tè verde, avena, noci, salmone, cioccolato fondente, olio d’oliva. Viceversa la caffeina e gli altri stimolatori del sistema nervoso centrale aumentano la produzione di cortisolo; anche la curcuma ha un effetto di modulazione del cortisolo aumentandone l’efficacia.